maggio 25, 2011

La Bambina delle Rune (di Karen Maitland, 'Company of Liars')


Siamo Portali.
Ci apriamo e sussurriamo illogici refoli all'Animo del Viandante.
Viandante cieco, Viandante appeso.
Sussurriamo in nome della Cerca e per la Cerca.
Siamo la lingua antica dell'Anima,
immutate nell'oscurità dei millenni.
Cercaci e non ci troverai, scrivici e svaniremo.
Chiamaci con cuore sincero e immolati al nostro Sacro Silenzio.
Noi parleremo il Silenzio.

(Chiara Acqua)

La Bambina delle Rune 
di Karen Maitland
'Company of Liars'

Una bimba che è difficile da dimenticare, 
estrae dal sacchetto le sue Rune, 
la sua Anima le riconosce
le ascolta
 Lei pronuncia gli antichi sospiri
giostrando ogni passo della Compagnia dei Bugiardi. 

 
Delle Rune non posso scrivere, perchè sono dentro la mia, di Anima, aggrovigliate come serpenti.
..Ma dei bugiardi certo che si!

Il titolo originale è oggettivamente più sensato che la sua trasposizione italica, anche se quest'ultima è certamente più impressionante. Questo libro è la storia di un gruppo di persone, o meglio di indimenticabili e anomali personaggi, o forse entità o forse creature, sospinti dal Fato ad unirsi in una Compagnia viaggiante d'ignoto destino. Già, ma da cosa fuggono? Il gigantesco mostro che avanza poco dietro i loro mantelli è chiamata Morte Bleu, la peste del 1348, giunta dall Europa nella devastata terra britannica, dove la carestia aveva già sfregiato persone, animali e speranze. 
Tra i viaggiatori della Compagnia ho visto un uomo dalla bianca ala di cigno, due bardi di talento, un mago con una sirena bambina, un venditore di reliquie, una curatrice silenziosa, e poi la candida bambina che ondeggia le sue mani sulle Rune: insieme attraversano un lungo pezzo di Cornovaglia, per poi proseguire nel Somerset e arrivare ad Est, fino quasi a raggiungere il mare. 

'Ci sono molti uomini malvagi a questo mondo, Camelot. Uomini che rubano e uccidono e infieriscono sui deboli, ma almeno sono onesti. Non pretendono di fare la volontà di Dio. Non spingono un uomo alla disperazione dicendo che è per il suo bene. Se torturano qualcuno, lo fanno solo in questo mondo, non lo condannano alla dannazione eterna.'

Ognuno dei nove porta nel cuore un personale segreto, un gelato macigno che non può confessare, perchè la natura cruda degli uomini della Chiesa medioevale, cattiveria e ignoranza, trasforma l'amore in peccato mortale. 
Ma sarà la menzogna o il peccato ad avere la sua parte..



Se avessi un figlio lo terrei stretto a me 
perchè non debba mai conoscere il dolore o la paura. 

maggio 18, 2011

Bed of Roses, le mie prime Rose Antiche.


Ebbene si, questa è la prima Rosa di quest'anno del mio giardino,
la Bourbon Queen, rosa antica del 1800. 
Prende nome da un isola remota dell Oceano Indiano, l'isola di Bourbon.
Appartiene al gruppo delle Rose Bourboniane, meraviglia di fioritura e di profumo dolce come miele.
Come ho fatto ad averne una?
Miracoli dalla rete:
 un giorno, tanto tempo fa, scrissi qui una ricetta di biscotti profumati 
La ricetta piacque molto ad un biologo blogger che non conoscevo
Andrea Mangoni di Oryctesblog.
Passammo alle chiacchere: dai biscotti alle Digitalis Purpuree, fino alle Rose Antiche.
Fu così che di ritorno da un viaggio in Scozia gli spedii i preziosi semi di una Digitalis selvatica trovati sulle Isole Ebridi, e per contraccambiare, in una sorta di verde baratto, mi spedì un sacchettino di rametti prelevati dalle sue Rose Antiche.
Va detto che la mia capacità di riprodurre talee al tempo era davvero poco convincente, e mi sono fatta aiutare da una delle mie amiche più care, guardiniera di mestiere, Lia.
Lei riuscì nell impresa (con grandissima soddisfazione di entrambe!)
ed ecco le altre due:


Rosa Veilchenblau, (Viola!) Rambler di inizio '900, vigorosa, che guarda volentieri verso Nord.

e infine, candida come latte, dalle foglie verde lucido e scuro come foresta..


Alberic Barbier, sarmentosa, anch'essa dell inizio '900, abbracciata alla colonna di mattoni.




Perchè non si sentano da meno, aggiungo anche qualche foto scattata oggi nel mio giardino delle nostre Rose che da tempo accompagnano i Maggi luminosi..


Meilland giallo oro, a cespuglio.


Tappezzante bianca, con riflessi verdi leggeri come ombre.
e infine, il mio tesssoro... la Open Arms
la mia Rosa, la Rosa del mio cuore.
Scozzese in ogni foglia e in ogni fiore, innamorata del mio gazebo 
almeno quanto io sono innamorata di lei o lo sono le api che la circondano la mattina presto in un suono vibrante e folle..










I fiori di Blodeuwedd



Lasciate che Blodeuwedd, la fanciulla dal viso di Fiori, vi conduca dall Oscurità dell inverno alla gioia della rinascita della Terra, nel Tempo di Beltane. 
Attraverso la più profonda delle trasformazioni, mostrandosi per quello che è, senza alcuna remora, la Natura distrugge le maschere e esplode, colma di bellezza, nel fiori di primavera.
Anche nel mio piccolo giardino..


 Da un pezzettino di Madreselva - rubato al bosco della Principessa - è nata una nuova meraviglia che ha subito avvolto la nostra recinzione con tralci di verde, bianco e un profumo insperato..
Lonicera Caprifolium
Allium

 Fiori di campo


 Vinca variegata in anfora

Margheritone perenni



Digitalis, Scorci di Ortensia Petiolaris e Nocciolo ritorto


Il nostro piccolo orto incasinato..



Prezzemolo riccio (riccissimo!)


Camomilla selvatica




Benvenuti!
Cestini pensili con Bacopa

 

I primi, primissimi Ribes


Un abbraccio, e buon Risveglio a tutti voi..

maggio 09, 2011

La Fiamma e l'Arpa (di Ruth Nestvold, 'Flamme und Harte')


Ci sono storie d'amore che rappresentano, 
come un simbolo, il fuoco che alimenta tutte le altre.
Ci sono Yseult e Drystan
e il resto conta poco o nulla,
che Ruth Nestvold ci racconti gli infiniti spostamenti bellici dei Britanni di Artù oppure no,
il nostro cuore, 
perennemente adolescente,
 comunque palpita per le due Anime divise.

Alla figlia della Regina dei Tuatha de Danan
e al Bardo dagli occhi di fuoco
si aggiungano poi
 un pizzico generoso di Magia Antica
un Tempo e un Luogo amatissimi
un giardino delle erbe a Tintagel 
 i pascoli dell Armorica
le scogliere della Cornovaglia,
e il più è fatto.

Tuttavia vi devo avvisare:
questo libro è un mattone vero.
 Non avvince, non ha guizzi di genio
nè momenti di bellezza estrema, nè trovate letterarie o meraviglie linguistiche, 
nè una lunghezza necessaria,
nè personaggi secondari degni di essere ricordati 
però
a volte nella vita si ha voglia di ascoltare
qualcuno che racconta 
di una straziante storia d'amore
tragica, irresponsabile, vitale
...per continuare a crederci...




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