febbraio 25, 2011

Le Erbe e le Energie Sottili.

Questo pezzo è stato scritto per 'La Casa nella Foresta', per aiutare le fanciulle che si apprestano per la prima volta a studiare le erbe. Visto che mi è stato gentilmente richiesto dalla Ale e da Alice (che non studiano con noi) lo metto qui, chissà che non serva anche a qualcun'altro^^.



Buongiorno fanciulle!

E' la vostra Mrs. Sprite che vi scrive.. pronte per la lezione di Erbologia? ^^ Ovviamente scherzo, nessuna lezione, soltanto qualche piccolo pensiero per aiutare chi non ha mai provato a studiare le erbe a trovare la propria 'via' per raggiungerle.

Premetto che non ho nessun titolo di studio in ambito botanico (due esami sull argomento nel mio corso di laurea non possono certo sostituire un corso di erboristeria..) e che ciò che vi scriverò sarà soltanto frutto della mia esperienza totalmente autodidatta: per cui, prendete soltanto ciò che sentite vostro, qualche idea e spunto, ma il bello del lavoro che vi state apprestando a compiere è il vostro 'sentire', prezioso perchè vero e interiore, perchè vostro.


Dunque, bando alle ciance:

La prima prima cosa da fare è guardare l'erbetta spontanea, la pianta, o il fungo che avete scelto nel suo ambiente naturale: se state lì, in silenzio con gli occhi aperti, vicine a lei, potrete capire forse qualcosa di più sulla sua Natura. Ad esempio perchè è cresciuta esattamente lì e non da un altra parte? Potrete notare se vive sola, o in colonia, se è in ombra, se al sole, se al vento o al riparo, con che vicine di posto si accompagna, se utilizza le loro doti per crescere o se vive senza aiuti. Dall ambiente che la circonda potrete capire anche in che terreno vive: l'acidità/basicità di un prato spontaneo si evince dal tipo di piante che vi crescono, anche senza test e provette varie! Se poi portate con voi un erbario (anche per riconoscerla con sicurezza, che non è un dettaglio trascurabile), potrete anche capire magari come cambia in varie stagioni dell anno, che colori assume, che semi produce, e che fiori.. Guardate ogni cosa: le foglie, sopra e sotto, il fusto/tronco, la corteccia, se fuoriesce la linfa quando rompete una foglia.. insomma, familiarizzate^^.

Mi raccomando, scrivete tutto quello che pensate, scoprite, studiate della pianta su un quadernetto, in modo da avere alla fine, quando scriverete l' articolo, più materiale possibile.

Soddisfatte della prima parte 'pratica', di solito si passa allo studio sugli erbari -spesso con una parte della piantina che abbiamo preso con noi per averla vicina- dove si possono confrontare le sensazioni avute in 'vivo' con l'analisi della pianta fatta dai botanici. Non sempre le cose collimano, ma la ricchezza della parte 'pratica' dello studio è proprio questa: la diversità tra la percezione che abbiamo della pianta e l'analisi fisiologica, chimica e botanica che possiamo trovare sui libri.



Non dimentichiamo che le piante che vediamo nel nostri prati o boschi sono esattamente le stesse che donne e uomini dall inizio del Tempo hanno avuto fra le mani e davanti agli occhi, e consideriamo il fatto che LORO non avevano nemmeno la possibilità di identificarle con esattezza, o di cercarne le proprietà su un libro o in rete, o di comprarne i semi! Le piante, prima di ora, avevano un ruolo CRUCIALE nell alimentazione, nella cura delle persone e degli animali, nel tingere le stoffe, nel preservare gli alimenti.. Per cui non basiamoci soltanto su ciò che dicono i libri, ma cerchiamo di sentire la pianta, il suo scopo, la sua energia interiore, il suo potere, anche attraverso i sensi..

questo è un pezzo di articolo che scrissi tempo fa qui sul forum sulla Dottrina dei Segni, credo che faccia al caso nostro:

+
La 'dottrina dei segni' è un modo di nominare il 'sistema' con cui in passato venivano attribuite alle piante, alle erbe e agli alberi, le proprietà curative.
Spesso si attribuivano doti alle piante per il loro aspetto fisico, come la Sanguisorba (Pimpinella): il suo colore nell antichità ha suggerito immediatamente il richiamo al sangue, e di conseguenza alla dote di 'arrestare le emorragie'. Per secoli uomini e donne della Terra hanno identificato i principi attivi delle erbe basandosi solo sullo studio esterno della pianta, ovviamente non avendo a disposizione i mezzi per analizzarle chimicamente.
Ci sono molti altri esempi di queste attribuzioni, di doti meravigliose attribuite ad alcune erbe, risultate poi completamente errate.
Non tutte, anzi.
Alla luce della ricerca, alcune sono risultate esatte, ma spesso limitarsi ad osservare l'aspetto esteriore della pianta non è bastato a capirne il senso.
Le testimonianze che ci sono giunte dal passato spesso si risolvono in antichi e polverosi tomi di botanica, completamente superati, di studiosi o presunti; oppure le semplici ricettine di rimedi casalinghi.
Mi chiedo spesso se quel che leggo sui libri sia vero.
Se la verità sull uso corretto delle erbe SIA sui libri. A volte nelle mie ricerchine trovo pareri contrastanti, alcuni considerano un erba tossica mentre altri ne consigliano vivamente l'uso per guarire.
Se c'erano in passato, come ci sono ora, Donne e Uomini di Conoscenza, e se loro avevano intuito il segreto e la forza delle Piante dalle loro energie, dalle linee trasparenti che sembrano tessere gli alberi quando ti avvicini, seppero davvero, o sanno davvero, quando come e perche utilizzarle, cioè trarne l'aiuto che chiediamo mettendosi in comunione con loro, godendo della loro generosità?
E se c'erano.. sono state anche queste le streghe che tanto spaventavano per la loro consapevolezza? Coloro che sapevano cogliere il dono di un erba, senza usare nient'altro che la propria anima per comprenderlo?

Ripensando ai tentativi che i popoli hanno dovuto fare per capire, per conoscere le proprietà delle erbe.. terribile deve essere stato il tributo in vite umane per capirne le dosi e gli usi.
Sappiamo bene tutti che le erbe curano, ma possono tranquillamente uccidere..
Ovviamente per noi, ora, è tutto più semplice: conosciamo esattamente i principi attivi e le applicazioni, nonchè i dosaggi di tutte le tinture e i decotti, come unirli e quando non unirli ma.. qualche pazza che prova a 'sentire' l'energia della piante in giro c'è..
spesso mi capita di raccogliere nei prati o nei boschi erbe che magari non conosco bene (o per niente, come mi è successo in questi giorni) perchè mi fido ciecamente del mio istinto, delle energie sottili che mi mandano le piante.. e sono certa che non mi tradiranno.
E' vero, anche io mi baso sull aspetto fisico delle erbe, è normale, la mente umana associa istintivamente.. ma poi sento qualcosa che si muove dentro di me mentre sto lì accanto alla piantina, credo sia solo una sensazione, però assomiglia di più ad una presentazione, ad un saluto, ad una specie di 'approvazione'.
E' come un pò di calore che arriva inaspettato dalla pianta, è avvolgente. Poi passano i giorni, magari la rincontro, magari non ci penso più. Però a volte mi torna in mente quell erba o quell albero, e ad anche un suo possibile uso.. Sbaglio molto, ne convengo. ma forse ne vale la pena..

+



Ora, terminata la vostra prima ricerca, potreste passare alla seconda parte, da svolgersi sui libri prevalentemente, o sulla rete: si può cominciare a studiare la storia della piantina, il mito, gli usi antichi e moderni dell erboristeria. Si possono cercare fiabe, racconti, leggende in cui viene citata la nostra amata piantina, scavando nella mitologia e nella storia, cercando il nome della pianta in tutte le lingue (a questo proposito è utile il sito www.nomen.at/), trascorrendo tanto tempo (è necessario per una ricerca accurata) leggendo, sfogliando, cercando.. Ogni cosa che ritenete interessante, collegabile alle vostre intuizioni, ogni piccolo pezzo va registrato sul quadernetto, perchè solo così sarete sicure di non aver trascurato ogni dettaglio.. poi magari soltanto alcune cose da voi scelte potranno finire nell articolo, ma è importante avere una grande e precisa visione d'insieme di tutte le informazioni che avete trovato.
Riportate sempre anche tutti i libri/siti che consultate e dai quali prendete informazioni per il vostro studio, altrimenti la nostra amatissima Violet McGranitt vi bacchetta, come fa sempre con me, che dimentico intere parti delle fonti e poi devo passare una vita a ricercarle^^

Un appuntino: non abbiate fretta.. pensate anche alla possibilità di vedere la vostra piantina alternarsi nelle stagioni, il modo migliore per conoscerla davvero, prendete tempo, ma intanto.. studiatela!

L'interazione delle piante nella storia, nelle leggende o nel mito ha dell incredibile.. voi fissate la vostra 'malerba', così innocua e poco significante all apparenza, e poi scoprite che grazie a lei un popolo si è salvato da una malattia, che un eroe ha perduto il suo regno, che una fata ha cambiato il destino degli umani.. è davvero strabiliante.. non poche volte sono rimasta scioccata dall importanza che gli antichi davano alle piante selvatiche, agli alberi, o ai funghi, tanto da recitarne le doti nei poemi classici, nei resoconti di epiche guerre o nelle leggende che si tramandano per secoli..

Terminata questa fase (ma anche no, scegliete voi i tempi vostri di cosa fare e quando, secondo il vostro sentire) si potrebbe cominciare ad usare l erba prima secondo le indicazioni dei 'rimedi popolari', poi della fitoterapia, nella cucina (moltissime sono le piante/fiori/funghi edibili e c'è un infinita varietà di libri di cucina che le usano per le ricette), della magia (nei grimori spesso vengono usate le erbe spontanee per pozioni e intrugli, per riti antichi e moderni.. e la cosa a me personalmente piace oltre ogni misura!) infine secondo anche ciò che avete intuito.. non è detto che tutto sia stato già scoperto!^^

Sarebbe bello se poteste fare da sole la raccolta, l'essicazione (se necessaria) e la preparazione delle tisane, dei decotti, degli oli, dei macerati o dei cibi, invece di comprarla già pronta.. questo chiederebbe più tempo, ma connetterebbe molto le due energie, vostra e della pianta, e il risultato sarebbe differente da quello che vi aspettereste da un prodotto di erboristeria confezionato.. Potreste almeno.. provarci!
Potete trovarla spontanea oppure coltivarla, che sembra una scelta comoda ma in realtà non lo è perchè la salute della pianta, in quel caso, è affar vostro.. e come si dice: 'si raccoglie ciò che si semina'^^. La cura che metterete nel coltivare la pianta potrebbe traferirsi nella cura che la pianta rivolgerà a voi quando ne avrete bisogno..

Una volta preparata, cercate di capire che effetti ha su di voi, come vi rende, se vi cura, se non lo fa.. potrete associare anche l'influenza dell erba a seconda del periodo di raccolta, della luna, della lavorazione.. E' un lavoro infinito, lo convengo, ma voi e quell erba non sarete mai più due cose differenti.. sarete parte l'una dell altra!
C'è inoltre una parte di studio che si rivolge al sogno, alla fantasia.. avete provato ad immaginare la vostra piantina come una creatura incantata, una donna magica, come un impalpabile intento? Scatenatevi, perchè le percezioni, le immagini e le visioni perchè spesso concedono intuizioni insperate, violente e decisive, su ciò che per voi è la pianta.. chiudete gli occhi e provate.. lasciatevi andare!

Quando avrete raccolto tutte le informazioni che ritenete necessarie, è ora di scremare, sintetizzare, condensare, confrontare le parti che avete trascritto: per le prime volte potreste provare a leggere qualcuno degli articoli del Tempio della Ninfa, fatti ottimamamente, e cominciare a ricalcarne i punti principali: ad esempio l'introduzione, la botanica, gli usi, le proprietà, il mito, la magia, le fonti.
Altrimenti procedete come volete, secondo l'idea che vi siete fatte di come vorreste leggere un articolo di studio su un erba, sperimentate a vostro piacimento!
Sono sicura che questo lavoro vi porterà tanta soddisfazione, perchè non siamo abituate a farlo, viviamo spesso con gli occhi chiusi dinnanzi alla meraviglia di una piccola erba che quasi non notiamo più, nel nostro passaggio disperato ai confini della velocità..



Visto che tra le fanciulle della Casa nella Foresta qualcuna è certamente più brava di me nell'approcciare questo studio, pregherei chi avesse consigli da aggiungere di scriverli qui sotto^^
(lungi da me il pensare che questo post sia esaustivo!) quindi vi raccomando di correggere, perfezionare, aggiungere tutto ciò che desiderate!

Vi mando un abbraccio, spero di avervi trasmesso qualche 'imput' per voi interessante, e una spinta a provarci^^

la vostra Zietta, Pomona!

febbraio 20, 2011

Caprifoglio, Madreselva.



Caprifoglio, Madreselva, Abbracciabosco, Legabosco, Uilleand, Honey Suckle, Woodbine.

Lonicera Caprifolium

Visto che il clima non si concede alla ricerca che sto facendo per 'La Casa nella Foresta', ho cercato una 'parte' del caprifoglio che non avrei potuto trovare in giardino^^.
E così nella mia biblioteca, invece di fermar la mano sui tomi di botanica e i compendi illustrati, sono arrivata in fondo alla mensola: Shakespeare!
Il caprifoglio del 'Sogno di una notte di mezza estate'..! Da lì, poi ho avuto un pomeriggio di delirio a ricercare il caprifoglio nei libri 'non botanici'.. ecco qui cosa ho trovato. E' un inizio di ricerca un pò anomalo, ma chi dice che non sia un buon metodo di ricerca partire dalla 'visione dell erba' che hanno avuto scrittori (e poeti ).. 
*

'Escono le Fate.


Dolcemente così, il caprifoglio al soave convolvolo s'allaccia. 
L'edera inanella così le dita rugose dell'olmo.
Oh come t'amo! Oh come per te deliro!
Si addormentano.

Entra il Demone.'

C'è un posto in riva al fiume dove fiorisce del timo selvatico e rigogliose vi crescon le primule e le viole dal capo tentennante sotto il lussureggiante baldacchino formato da un aulente caprifoglio, e profumate rose borraccine. In quel luogo Titania suol mettersi a giacere e addormentarsi per una buona parte della notte, cullata, in mezzo a quel fiorito asilo, da danze, musiche ed altre delizie.

William Shakespeare, 'Sogno di una notte di mezza estate', Atto quarto.

  *
'How sweetly smells the honeysuckle
In the hushed night, as if the world were one
Of utter peace, and love, and gentleness!
O Lancelot, Lancelot'.

Lord Alfred Tennyson
'Idylls of the King'




*
'La specialità di casa Waverley era il vino di caprifoglio,
che permetteva di vedere al buio, e non solo. 
Quel nettare ogni anno portava con sè alcune rivelazioni. 
Dopotutto vedere al buio significa anche notare cose che, altrimenti, si ignorerebbero.' 

Sarah Addison Allen 

*
'Non fu il rovo a chinarsi verso il caprifoglio, ma il caprifoglio a abbracciare il rovo. 
Non vi erano reciproche concessioni. L'una restava immobile e gli altri cedevano.'

Emily Bronte
'Cime tempestose'


*

'Brought from the woods the honeysuckle twines 
Around the porch, and seems, in that trim place, 
A plant no longer wild.'

William Wordsworth
'The churchyard among the mountains' 

'The woodbine so, with spiral grace, and breathes
          Wide-spreading odours from her flowery wreaths.'

William Wordsworth
'The pillar of Trajan'
*

"Ecco l'essenza dello scritto 
ch'egli le mandava,
che a lungo era stato lì 
e aveva soggiornato e atteso 
per spiare e sapere 
come riuscire a vederla, 
perchè senza di lei non poteva vivere. 
Avveniva di loro due 
come del caprifoglio 
che si avvinghia al nocciòlo: 
quando si è attaccato e stretto 
e attorcigliato al fusto, 
assieme possono durare a lungo, 
ma se uno li separa, 
allora il nocciòlo subito muore 
e il caprifoglio lo stesso. 
'Mia bell'amica, così è di noi: 
né voi senza di me, né io senza di voi.'" 

(Lais, Marie de France, Carocci, pp. 316-317) 

Img: Housegarden.com.au; wellsphere.


E voi, ricordate qualche libro speciale che vi ha raccontato di una cascata di caprifoglio profumato?

febbraio 05, 2011

La principessa e le sequoie


Domenica mattina, passeggiata dietro casa. 
Ma proprio dietro casa.
Villa Orsini-Colonna, la villa della Principessa.
Ingresso con nebbia. Nebbia?
Qui non c'è mai la nebbia.

 

La principessa si chiamava Sveva, 
visse lungamente, e fino a poco tempo fa, nel mio paesello, 
sulla collina dietro la mia, dopo che il suo principe spagnolo Don Falcò, morì ben più giovane.

Raccontano che lui molto tempo fa le regalò delle Sequoie provenienti dal Nord America, 
e che lei le fece piantare vicino al laghetto della sua villa.
Intanto la nebbia se ne era quasi andata. 






 Convengo, nulla a che vedere con il Generale Sherman.. ma del resto, io una sequoia dal vivo non l'avevo mai vista, prima di trasferirmi qui. 
E forse nemmeno la Sveva, prima di conoscere il principe spagnolo..


Che sia una risalita luminosa, buon Imbolc.
La Zia Artemisia

febbraio 03, 2011

Le Figlie della Donna di Rame (di Anne Cameron, 'Daughters of Copper Woman')





C'è stato un tempo e un luogo in cui le donne tramandavano alle figlie la conoscenza e la magia,
 i movimenti segreti della Terra e dei corpi, e come attraversare i confini dello spazio e del Tempo.

La prima di loro fu la Donna di Rame, e dei suoi occhi e del suo sapere ancora se ne parla. 
Sopravvisse alla furia e al nulla, ultima depositaria del sapere sacro delle sue sorelle, lottando con la vita perchè ciò che conosceva non fosse perduto per sempre. 
Sciolse la sua magia e la sua saggezza infinita, donandole quindi alle figlie, insegnando loro come muovere ogni cosa,  dentro e fuori il proprio corpo e nell'anima del mondo.

Dopo di lei le figlie, che popolarono la Terra delle genti che ora noi conosciamo e alle quali apparteniamo, insegnarono ciò che sapevano alle loro stesse figlie, custodendo il silenzio sulla 'società segreta', e popolando il mondo di menti luminose.


Ma il Tempo modificò le menti delle figlie seguenti,
 portando una gran parte di esse al rifiuto della conoscenza delle loro madri 
per ricercare di assecondare valori cari agli uomini e alla loro società.

Non possiamo dire che sia rimasto molto ai nostri giorni di ciò che sapevano le donne native di Vancouver, ma questo libro ha il potere di farcene percepire parti intense, immagini vivide, facendoci annusare da vicino il potere spirituale che palpita nei cuori di queste creature di immensa forza e saggezza. Potere che forse potrebbe aiutarci a scostare qualche velo di polvere dal nostro cuore, nel momento del Risveglio, Imbolc, mentre la luce torna a danzare tra i rami di nocciolo..



+Quotes+

'Seppe allora che non era necessario per lei essere e fare tutto ciò che la Donna Antica era stata e aveva fatto, perchè i segreti erano condivisi e la Donna Antica non era andata, era solo cambiata ed avrebbe risposto quando ci fosse stato bisogno di lei.'

*

'Quando vedi Sisiutl, il terrifico, nonostante tu sia spaventata, dovrai rimanere salda.
Non c'è da vergognarsi ad essere spaventata, solo uno sciocco non avrebbe paura di Sisiutl, l'orrore.
Rimani salda, e se conosci parole di protezione, pronunciale.
Prima una testa, poi l'altra si alzeranno dall acqua. Più vicine. Sempre più vicine. Le orribili teste si avvicineranno al tuo viso, più vicine, e con esse il fetore delle bocche divoratrici e il freddo e il terrore. 
Rimani salda.
Prima che le bocche gemelle di Sisiutl possano serrarsi sul tuo viso e rubarti l'anima, ciscuna testa dovrà volgersi verso di te. Quando questo accadrà, Sisiutl vedrà il proprio viso.
Chi vede l'altra metà di Sè, vede la Verità.'

*

'Un figlio della felicità sembra essere un Anima Antica che vive in un corpo nuovo ed il suo viso è molto serio, finchè non sorride, ed allora il Sole illumina il mondo.
Sono da amare e proteggere anche a costo della tua vita.'

Per Chiara e Pit, 
i miei Figli della Felicità, 
che sento di poter e dover proteggere a qualsiasi costo, 
perchè appartengono alle Anime Antiche, 
le creature che portano la primitiva luce della saggezza e dell amore,
rischiarando l' ombra brutale del nostro Tempo.
Per tutto questo
e per tanto altro ancora
ringrazio le tessitrici del destino
che hanno unito i nostri fili per sempre.


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