dicembre 21, 2011

La Bambina di Neve ('The Snow Child') di Eowyn Ivey.


Un inaspettata meraviglia,
un piccolo miracolo
in un momento in cui mi è perfino complicato riuscire a leggere
e di conseguenza attraversare le mie amate Porte.
Una candida creatura del Sidhe
si muove silenziosa nella neve,
agile e delicata nelle foreste ghiacciate d'Alaska.
Caccia come una volpe,
si muove leggera come un uccello,
conosce ogni movimento della foresta,
e sa uccidere un cigno senza far rumore,
mentre custodisce un segreto e un cuore stracciato.



Magica e potente come la prima neve d'Inverno,
questa bimba dagli occhi di ghiaccio
ha divelto,
senza nemmeno un sussurro dalle sue labbra gelate, la serratura del mio cuore rinchiuso.

E ha ridato letteralmente la vita
ad una coppia di pionieri di mezza età,
conciati ben peggio di me.



Alaska, fiume Wolverine, 1920. 
Coloni che hanno decisamente sbagliato meta, 
cercatori d'oro, minatori e cacciatori. 
Una ferrovia, e un emporio.
Silenzio.
 Per il resto, 
capanne isolate tra i boschi,
 ghiaccio, lupi, coyote, pernici
e quasi nulla da mandare giù.
Chi sta li è fuggito, o è disperato, o vuol morire.
Non c'è altra ragione per finire in un luogo COSI', pensavo.

Invece mi sbagliavo perchè probabilmente una ragione c'è.

Fosse anche solo quella di incontrare questa bambina di neve...




Questo libro è scritto da una donna con il nome del Mark, 
che fa la libraia, che conosce la Magia, e che sa come si scrive una storia.
Prende una vecchia e famosissima fiaba russa, Snegurochka, e la trasforma in un romanzo per il Solstizio d'Inverno.
Cominciano le vacanze di Yule o di Natale (come volete voi)
regalatevi un sogno gelato da sciogliere pian piano, scaldandolo nelle mani che spuntano dalle pieghe di una coperta, davanti al camino,
con il forno aperto che manda profumo di biscottini allo zenzero 
e la neve che scende fitta fuori dalla finestra appannata..

BUON SOLSTIZIO D'INVERNO!

La Zia Artemisia

ps per chi fosse interessato mi ha contattato l'autrice per la recensione, 
e mi ha lasciato il link al suo blog:

The Hobbit Official Trailer (Dec 2012)


La pessima notizia è che uscirà il 12 dicembre 2012...
Attesa lunghissima, facciamocene una ragione.. sigh..

novembre 07, 2011

L'Arte della Gioia, di Goliarda Sapienza.


(Recensire questo libro sarebbe surreale.
Come sarebbe surreale commentare Tolkien, ochennesò, Garcia Marquez: 
non c'è modo di permetterselo, a meno che tu ti creda.. non lo so, Dio.)

Davanti a certe storie è meglio stare zitti: 
che qualcuno abbia letteralmente immolato la sua vita per raccontartele in maniera perfetta è già una botta di fortuna non indifferente,
che attraverso le parole che ha scritto possa, in un certo modo,
 cambiare per sempre una parte di te,
è un miracolo.
Per cui, godiamone. 
E ringraziamo.

Solo poche cose mi sento di dire: il Gattopardo gli fa una pippa, a 'L'Arte della gioia'.
E Modesta, la protagonista, fa una pippa a quasi tutte le protagoniste di romanzi che ho letto finora.
E che chi mi ha regalato questo libro mi ha fatto un complimento grande.

Grazie Chiara.

Un consiglio: fatelo leggere alle vostre figlie.

Porto soltanto qualche frase, qualche citazione, perchè tutto il libro non si può trascrivere
e io ho scelto questo pezzetto perchè è Samhain, e lo sento molto vicino.
Per non dimenticare, non si sa mai.

'E' la Tropea che urla il suo furore, la Tropea dai capelli scarmigliati
che gocciolano sangue e vento.
Bisognava serrare bene la finestra o la bufera l'avrebbe spalancata e nessuno ci avrebbe salvato dalla pioggia che avanzava spinta dal sole: fuoco e acqua falciavano i pini decapitando gli uccelli e i fiori. Appena in tempo, facendo forza con tutto il corpo, riuscii a chiudere le persiane, i vetri, gli scuri, le tende. Eravamo al buio adesso, ma fuori le unghie e i pugni di quella donna infuriata battevano cercando di entrare.'

+Accade spesso, che la vedo così calma?

*Almeno una volta l'anno quella donna si ricorda di antichi torti e dà battaglia al Monte. Noi dell Isola abbiamo donne guerriere nella memoria, donne che con la spada fanno carneficina di chi le offende.

+Sono forse sante?

*Niente sante! Paladine valenti e senza paura.
La porterò a vedere queste eroine dal profilo delicato di Stella e dai nervi saldi. Vedrà come sono tremende nella furia guerresca! La Chiesa da secoli cerca di scacciarle, come dice il nostro puparo Insanguine. Così come il fascismo ci vuole levare i nostri morti, e con essi la memoria della nostre tradizioni vitali.

+I vostri morti, Modesta? Non capisco.

*Si, hanno dichiarato che l'unica festa per i bambini deve essere la Befana fascista, come al Nord. E questo ha molto offeso la nostra gente che per quieto vivere formalmente ha accettato. Ma continua a ricordare, ed ad aprire, la notte del primo novembre, la porta ai nostri morti, che in punta di piedi entrano nelle case a portare doni e messaggi ai nostri carusi. Dolci e giocattoli perchè non dimentichino che c'è la morte, e che loro anche nella morte sono vivi.

ottobre 31, 2011

La Discesa nel Calderone, buon Tempo di Samhain.



Il mare infuriato sbatte con violenza sulle nere rocce di basalto, che da lontano sembrano scale per giganti. L'impeto delle onde sembra voler abbattere quelle scogliere, riprendersi le oscure montagne di sasso, riportarle verso sè, nel profondo dell acque piu verdi, color della foresta.
E mentre sulla riva il Biancospino arrossisce scarlatto di fronte ai nuovi colori portati dall' Equinozio, il sorbo lancia fiammelle di sangue nel cielo viola, noi ci prendiamo per mano, con gli occhi limpidi che celano pensieri vorticosi, a scrutare nelle nebbie piu sottili, per veder piano apparire quell Isola che giunge alle nostre Viste così raramente ormai.. così, noi attendiamo di compiere un ennesimo passaggio.
I grandi Alberi, alle spalle della scogliera, richiamano ai possenti tronchi la linfa verde, risucchiandola dalle foglie che lasciano scivolare, ultimi fuochi purpurei, prima di baciar la Terra e tornare a Lei, Madre di ogni cosa.
Gli animali iniziano a lasciare i boschi, rifugiandosi sotto terra, o lontano al di là dell orizzonte, solcando i cieli d'autunno lungo la via dei grandi fiumi.
E' allora che gli Alberi si spogliano della Maschera di Foglie, restando nudi: accumulano, concentrano le forze dentro i loro Cuori di legno, ancorandosi bene alle radici, togliendo il superfluo, raccogliendosi dentro se stessi.
Sanno bene che fra poco saranno soli: non ci sarà animale, non ci sarà compagnia, ne tiepido sole a riscaldare la corteccia: le Maschere non serviranno più, ora, a ripararsi dal freddo o dalle difficoltà del gelo e della trasformazione.
La Discesa è cominciata.
C'è vento, ma nessun rumore, se non quello della solitudine, e gli alberi nascondono le loro Driadi racchiudendole fra le braccia, mentre stelline luminose bucano il nero della notte d'inverno, e scende calda e liquida nella nostra Anima la sensazione che anche per noi la Discesa è cominciata.



Cosi nelle vite delle Donne si rimescolano i Cicli, quello della Luna e quello Mestruale, quello della Guarigione nel Cerchio dell Anno nel sacro momento dell Equinozio di Autunno.
Rhiannon sorride, del suo sorriso piu grande e solare, come un saluto finale di grande gioia, che ci conduce, attraverso passaggi di mani sicure, allo sguardo tenue e serafico di Cerridwen, colei che tutto insegna.
Ogni anno, accompagnate dalle sue parole, entriamo nel Calderone, e le nostre Anime si pongono nuovi quesiti e insoddisfazioni, dovuti alla percezione propria, che man mano che scorre il Tempo si acuisce e trova parte di ciò che anela trovare.


Attenzione però, la Cerca volge dal semplice dettaglio in una prima ingenua consapevolezza al macroscopico, nei cicli successivi: e così ogni Discesa è piu dura e complicata della precedente.
Non si tratta più di aggiustare piccole azioni o comportamenti di una Maschera ben indossata, ma di toglierne ogni volta uno strato, di togliere una sovrastruttura o una convinzione fasulla, e questo costa più di molto.
Una crudeltà potrebbe apparire, quella di guardarsi dalla distanza e scoprirsi così distanti dalla Verità di se stessi.. ci si accorge perfino di alcune maschere differenti che inconsapevolmente indossiamo, mentre i pensieri si mescolano alla paranoia, nella ricerca di se stessi.
Nel tentativo di scoprire come sopravvivere 'Senza Maschera', e quanto costi. La Discesa è già iniziata, e sarà un Confronto duro con i Guardiani dei Cancelli.
Ma come sempre, so anche che la Riemersione riporterà alla fine del Viaggio ad una Luce nuova e più vivida nei nostro occhi, ad uno stato di consapevolezza che donerà nuovi frutti l'anno prossimo, e poi nuove crisi, e nuove evoluzioni.
Chi conosce se stesso sa che l'Anima è in continuo divenire, fluido e costante, come il grande Evolversi, inevitabile e prezioso. Tendiamo sempre al Divino, anche se non ne conosciamo la strada..


Eppoi lo sappiamo bene, alla fine di ogni cosa torneranno le rondini sotto il tetto, e i fiori degli Anemoni fra i primi sprazzi di verde nel candido delle nevi che si sciolgono, e noi, prendendoci ancora una volta per mano, attenderemo insieme Blodewueed e la Riemersione, forse più forti e piu sicure, o soltanto semplicemente più vere.


Immagini mie: The Wise Woman, in lana cardata.

ottobre 19, 2011

Country Garden: Galline!



Cronistoria di due galline di campagna
di come erano quando arrivarono da noi
e di come sono ora.
( Il tutto, in quattro mesi!)




Primi passi nell'orto! Ma quanto siamo (tutti) brutti nella pubertà???



Oh si, ora hanno assunto forma finale di galline vere e proprie!


 Nuvoletta (i nomi sono stati scelti da Pit)


e Margherita!

Pensateci, se avete un pezzo di giardino inutilizzato... 
fateci un pensiero^^.
E' una riscoperta, ogni mattina, trovare questo fra il fieno..


Un abbraccio campagnolo dalla Zia Artemisia

ottobre 16, 2011

Samhain al Castello, 2011

Dame a Cavalieri, Creature fantastiche e Entità Fatate, Spiriti Antichi, Cercatori e Viandanti
se siete dalle nostre parti a fine mese, 
unitevi a noi!
Capodanno Celtico a Milano, 2011



ottobre 12, 2011

Fenis


In Valle D'Aosta c'è un Castello, anzi c'è il Castello di Fenis. 
Una roccia gelida, rigida e scura, circondata da verdi:
chiaro, scuro, prato, bosco, montagna, alberi.






Il Castello si staglia come un cervo in cima ad una collina, 
 il corpo nascosto fra gli alberi, i merletti come vecchie corna
 innalzate ad onorar il cielo..







 Intorno ci sono colline, ruscelli, pecore, salici e noccioli.



Se siete nei paraggi, non perdetevi un pomeriggio al Castello di Fenis. Fosse anche solo per incontrare il fantasma che abita le sue sale antiche, ho per respirare un soffio di Tempo.




Un abbraccio e buon Tempo di Samhein.


settembre 16, 2011

Today's Specials: 'Caffè Babilonia'. ('Pomegranate Soup') di Marsha Mehran.




'Preferiva ricordare che, al di là dei tetri richiami alla morte e all inverno, la Melagrana era soprattutto, e sarebbe sempre stata, il frutto della speranza. Il fiore della fertilità, del nuovo che arriva e delle vecchie stagioni da custodire. 
Quel frutto magico aveva mostrato persino a lei che alcune delle migliori ricette sono quelle non scritte, quelle che ti vengono a caso, quando ti versi un bicchiere di vino Shiraz, metti su un disco di Billie Holiday, e ti lasci guidare dalla bontà degli ingredienti.'


Dopo le ultime 'piccole recensioni caustiche', su consiglio letterario della fanciulla di Mete d'Inchiostroho il grande piacere, finalmente, di raccontare di un libro di cucina e d'amore che val la pena leggere e tenere con sè vicino ai fornelli.




-Fosse anche solo per le magiche ricette che rivela, una per ogni capitolo, o  per i suoi visi, o per i profumi mediorientali che dal Caffè e dal giardino aromatico sul retro, inondano Main Mall, a Ballinacroagh, 
Co. Mayo, Irlanda.-


No, non è Chocolat. 
Ok, è vero, si tratta di un Caffè, aperto da donne straniere in fuga, che giungono tra gli sconsolati verdeggianti sentieri di una cittadina minuscola, bigotta, e profondamente triste. 
Per finire, sostanzialmente chiusa di mente. 

Ma: non siamo in Francia tra mendiants, cioccolatini alle mandorle e focosi gipsy dal ciuffo ribelle, bensì in Irlanda, tra pub puzzolenti e muretti a secco, pecore, pioggia, crocifissi, fango e xenofobia diffusa, abbondante come la muffa.
E: le tre sorelle cuciniere sono persiane, coraggiose, in fuga da Teheran e da un passato turbolento, anzi, di più, disperato. 
(Però Chocolat e Caffè Babilonia una cosa in comune ce l'hanno: gli uomini peggiori ne escono davvero stracciati, mentre i pochi, sensibili, amorevoli, coraggiosi e puri di cuore, fanno faville nel cuore delle protagoniste).


Si prenda nota delle delizie, si trascrivano le ricette dei Dolmeh, o delle ormai mitiche 'Orecchie d'elefante', si annusi tra le pagine l'aria profumata di cannella e acqua di rose, che giunge prepotente alle narici del viandante letterario, sospinta dagli spifferi della vecchia panetteria trasformata dalle tre fanciulle in un angolo di Iran. 
Un libro confortante come un the speziato, consumato in un giorno di pioggia, lassù nell Isola di Smeraldo. 

'E i giorni passavano, e l'oceano li stava a cullare
e il vento alla fine del mondo
portava un canto dal mare'
(MCR)


settembre 04, 2011

Ne facevo anche a meno. (Piccole recensioni caustiche).


Mai sazia di quelle storie di magia e d'amore ambientate in cucina, e certamente invogliata da tanti racconti in tema che ho recensito ultimamente, ho fatto un pò d'acquisti
'gastro-romance'.
Giuro, si dice così!
Ebbene, risultato: pochi incanti di (altrettanto) pochi libri leggibili, e parecchie letture davvero inquietanti. Sarà che l'argomento è inflazionato, ma ho davvero sofferto nell'arrivare alla fine, perchè si sa, leggere un libro dovrebbe essere un sogno meraviglioso, e non è il caso dei volumi che seguono. 
Ovvio, è una mia opinione, non fatevi influenzare!



'Il profumo delle spezie proibite' (Priya Basil)

Mi sono dovuta sorbire per sette sere di fila il carattere veramente di 'merda' di una donna, indiana e cattiva come la peste, e degli infiniti modi con i quali ha rovinato la vita a chiunque le gravitasse intorno. Convinta di imbonirli coi manicaretti della sua cucina afroindiana e con l'auto-commiserazione.
Come se non ne avessi attorno abbastanza, di persone così. Un vero viaggio di non-evasione.





 'Latte e Miele', (Sarah Kate Lynch)

Ma che bella fattoria tra le verdi colline di Irlanda. Ma che belle le mungitrici canterine, ridenti e gravide nel quotidiano rito-musical agreste, ma che belli i due vecchietti dei Muppets che (scendono dal loro palchetto e) si mettono a fare i formaggini a forma di cuore.
Peccato non ci sia la storia.
Resti lì, assaporando la cagliata, ad aspettare che succeda qualcosa.



La bottega dei desideri' (Weinreb Karen)

Non è che lei diventa una donna forte e eccezionale, soltanto torna con noi umani sulla terra. La protagonista per gli americani rappresenta una 'nuova frontiera' per la donna, simbolo della forza femminile e della rinascita.. maddai!
Semplicemente perchè la nostra pasticcera in erba (che ancora non sa di esserlo) perde improvvisamente i suoi tanti soldi e il suo status di annoiata Desperate Housewife nel quartiere esclusivo, e ha bisogno di tutta una serie di immense 'lezioni di vita' (che noi 'sani di mente' possiamo tranquillamente definire 'problemi quotidiani') per accorgersi che spendere 10.000 dollari per un party per bimbi è demenza, che tu li abbia o meno.
Interessante, soprattutto.. una sferzata di novità. Sigh.

agosto 29, 2011

La Luna del Raccolto

 
Camomilla
  
Questa Luna è stata quella del Raccolto. 
 Ogni gesto fatto in giardino, sotto la pioggia o con il vento, 
trova il suo motivo d'essere.
Si raccolgono le erbe profumate che a lavorarle stordiscono,
si preparano per l'inverno, 
soffiando via l'acqua per mantenerle un anno intero, 
con il sole o con il sale. 



Erbe aromatiche

Si raccolgono perchè il loro aiuto arrivi 
quando più ne abbiamo bisogno 
quando il buio e il gelo si infilano sotto le ossa 
e le erbe calde, odorose e curative, 
sono l'unica cosa che può guarirci. 
In questa Luna si raccolgono i Semi,
si mettono all'oscuro, 
per lasciarli riposare nelle notti di freddo, 
finchè dalle mani di Blodeuwedd 
risorgerà la prossima primavera. 
E il Ciclo continua il suo giro a Spirale..



Alissum







Ortica


 

Pentolone per il sale alle erbe 



Hexacum

Buona fine estate, il Tempo sta cambiando! 

agosto 17, 2011

Cannella e Zafferano, la Cucina della Via delle Spezie, di Lorenza Pliteri


Ogni ricetta è una fiaba. 
E le fiabe si raccontano ai nostri figli per coccolarli.
L.Pliteri, Edizioni Ponte alle Grazie.

Oh, finalmente!
Lo dico davvero: alla fine, un bel libro di cucina indo-mediorientale per noi comuni mortali italici, c'è. 
Dopo diversi acquisti in tema (che non riporterò per pietà degli autori), rivelatisi pessimi dal punto di vista della gestibilità delle ricette e delle stesse -improbabili- proposte culinarie, 
ho trovato esattamente quelle che cercavo!
La Sciura Pliteri ha scritto questo ricettario 'riconsiderando' le più note (e non solo) ricette della Via delle Spezie, cioè il lungo sentiero che va dall' India, alla terra araba, al Magreb (con divagazioni berbere), adattandole alle nostre possibilità di reperire gli ingredienti e di cucinarli, senza dover prendere ferie per andare al mercato di Marrakech a fare scorta di spezie improponibili.

Ragionevolmente, senza esagerare negli accostamenti, pur audaci, la nostra cuoca ruba segreti e possibilità  da cucine lontane, rivisita ricette con la moderazione necessaria per far gustare i cibi ad una famiglia italiana (per esempio la mia, restia al nuovo), compatibilmente alla nostra scarsa (e triste) abitudine all'esotico.. Con il preciso intento di 'risvegliarci' alla magia delle Spezie, degli ingredienti da noi meno usati, dalla commistione di pesce, acque di fiori, miele, cereali, mandorle, agnelli, curry e cannella, conducendoci per mano in un volo culinario che profuma di mille cucine e di altrettante tradizioni, antiche quanto gli uomini.
-Il libro appartiene alla collana diretta da Allen Bay, sapevamolo!- 
Strano e felice che, senza immagini, ma soltanto con la forza delle parole, la Sciura riesca così bene a trasportarti via, lontano, con i suoi odori raccontati, che sembra di stare per le vie di Mumbay a gustar spuntini di verdure fritte, tra la folla del martedi. Le ricette sono spiegate molto bene, con un tono e suggermenti quasi 'materni', senz'altro dolci e accurati. 

Ecco il Sommario:

1 Introduzione
Ce l'avete una Cuscussiera e un fornetto Tandoori? 

2 Il Sentiero delle Spezie 
Piccole utili descrizioni ordinate delle spezie più comuni, usate nel bacino di appartenenza del libro: senza tante menate, ti spiega cosa sono e come vanno usate in cucina.

3 I Doni di Cerere: Cereali e Granaglie
Cuscus in molte varianti, Burghul e Kibbeh.

4 Oro in Chicchi 
Riso in mille diverse maniere! Dalla semplice cottura alla siriana, alle preparazioni più complesse e profumate, sorprendenti!

5 La Sorpresa del Baccello 
Hummus, legumi e relative zuppe.

6 Fragranza di Pane
Finalmente ho capito come si cuoce il Naan, e il Chapati, e il pane arabo, e..

7 Carni e frattaglie 
Inutile aggiungere altro.. una parola su tutte.. Samosa!!!

8 Profumo di Iodio
In altre parole.. Pescado! Non ho parole per.. i Calamari al Coriandolo...! fantastici!

9 Dall'Aia alla Tavola
Una bella lista di preparazioni di pollo e uova: tra erbe, frutta e spezie.

10 Il Candore del Latte
Yoghurt, Ghee, Formaggi, in tutte le varianti.

11 Aromi a Mazzetti
Marinate marocchine e erbe fresche, la mia passione!

12 Profumi dal Giardino
Ricette speciali con il profumo dei Fiori: con Acqua di Rose e Fiori d'Arancio, fiori di Geranio e frutta secca. 'Totale' la Crema di Rose... !

13 La Frutta Fresca
Cucina di carne e verdura con la frutta fresca, e poi.. Chutney!

14 Una Ciotola di Frutta Secca e Passa
Datteri, uvetta, pinoli e biscotti, budini e pasta di mandorle, ma anche 'Pollo ripieno alla persiana'!


Inutile dire che mi ha molto affascinato, in particolare l'uso dei fiori.. sto già cominciando a preparare le prime ricettine prese dal libro, il Ghee e i Samosa prima di tutto, perchè ho sempre sperato di imparare a farli!! Vado in cucina, un bacio a tutti!

luglio 02, 2011

'Outlander' di Diana Gabaldon.


 


Saga di Outlander
Diana Gabaldon


'La Straniera' 
'L'Amuleto d'Ambra'
'Il ritorno'
'Il Cerchio di Pietre'



'Ventisette anni di decoro non potevano competere con svariate migliaia di anni di istinto.'  



Ogni libro è una storia:
 corta, lunga, ma finita. 
Una saga sono troppi libri, che raccontano una storia tendenzialmente infinita, oltremodo articolata, e di norma i protagonisti che la attraversano e la percorrono sono sempre gli stessi. Alla fine accade che questi personaggi, più che ricordarteli, te li incolli addosso, entrano a far parte di te e tu di loro, ti vengono in mente mentre stai facendo tuttaltro.. e diventi anche un pochino, mentre leggi, uno di loro
Capita poi che, leggendo, si venga davvero trasportati via da sè e si entri in quell atmosfera, si cambi mondo. E viaggiare sempre nello stesso mondo, felice andata con l apertura del libro e gravoso ritorno alla propria realtà con la chiusura dello stesso, per tanto tempo di fila, ti provoca generale malessere e insoddisfazione nel tuo, di mondo.




 immagini mie, Scozia.


Vista finalmente la luce dell ultima pagina del quarto libro di Outlander, della mai troppo amata Diana Gabaldon, mi tocca una recensione. Lo ammetto, le saghe da grande (immenso) pubblico mi spaventano, soprattutto romance (uahahahahaahahaha! romance!!!) ma stavolta devo, perchè annuncio che come tante 'casalinghe' di ogni parte del mondo, mi sono innamorata anche io di quel bastardissimo highlander senza paura di James Fraser. 
Della Scozia ero già innamorata da tanto (troppo) tempo, ma quella è un altra storia.


Diversi pensieri ti attraversano il cervello, mentre leggi, e stai risalendo in silenzio i pendii rocciosi delle Highlands, ascoltando nell oscurità della notte rieccheggiare le voci sguaiate dell esercito dei Clan, e i clangori di spade e cavalli spaventati dagli inglesi, su al Glen. 
O quando tieni fra le mani tremanti il braccio disarticolato di un uomo ferito da uno spadone d'acciaio di un metro, e tenti di riassettarlo con la tintura di calendula, del filo sporco e un ago arrugginito.


in Giuls-esco ordine, questi sono:


1- Ecco, io vorrei tanto essere Claire: crocerossina ammodino della seconda guerra mondiale, sposata, che attraversa per caso un giorno un grande Cerchio di Pietre su una collina fatata, porta magica tra le più potenti, e scavalca il Tempo per ritrovarsi inaspettatamente coivolta in rocambolesche avventure in terra di Scozia, in piene rivolte giacobite. Proprio lì, nel settecento di Bonnie Prince Charlie, con tanto di kilt, cornamuse, castelli, streghe, spade e gli Stuart tutti. 
Ed avere un ruolo determinante per ciò che accadrà.


2- Secondo: Jamie Fraser è indiscutibilmente l'highlander più affascinante di tutte le storie mai lette, oltrepassando agevolmente quelle che non ho mai conosciuto, gli eroi delle leggende celtiche, ma senza perdere un secondo in paragoni impietosi con Cristofer Lambert anni 80 o il Wallace di MelGibson.. ma dai.
Del resto, Jamie è un uomo che, sarà il contesto, ma ti fa perdere il sonno: 
concepito, descritto, amato e perfezionato dalla mente di una donna, il che dovrebbe bastare a pensarlo come creatura fantastica e estinta, tipo, chennesò, i draghi.

Quell uomo dai nobili intenti, in sella ad un magnifico destriero, avvolto in plaid tartan, dai capelli rossi scompigliati dal vento di brughiera, col sorriso spiazzante e dalla voce (nonchè la volontà) d'acciaio, (e dal bianco Maniero di proprietà su nelle colline di Broch Tuarach), riesce effettivamente e irrimediabilmente a far esplodere e gridare il femminino antico dentro di noi. 


Saranno il suo carattere, il suo senso dell onore e le sue scelte,  i muscoli sovraumani magari, talvolta anche lo spirito irriverente, ma io le vedo, le fanciulle e le sciure, sotto le coperte con il libro in mano, stramazzare di palpitazioni mentre si immaginano tra le braccia possenti di Jamie il Rosso. 



E poi le vedo scorrere in rassegna, lentamente, ad occhi chiusi, i visi, i corpi, i comportamenti squallidi e le bieche scelte dei colleghi o dei vicini, o dei parenti sfigati con cui sono costrette a trascorrere le giornate o le serate in famiglia. 
E a quel punto, le fanciulle, non avvezze come noi sciurette a misurar gli ormoni con i catastrofici impulsi che gettano sul nostro istinto ancestrale i tipici uomini da libri fantasy (chennesò, un Aragorn per dirli tutti), vanno veramente fuori di testa. 
Come biasimare quindi la nostra Claire, che dall'esatto momento in cui lo vede, non capisce sostanzialmente più nulla, perdendosi nell abisso amoroso per tutto il resto della vita, giacobita o (successivamente) metropolitana che sia? 
Meno male, almeno, è ricambiata. Lui è coraggioso, determinato, meraviglioso, e..la ama al di là di ogni cosa! e che è??? 
Poi una non dovrebbe invidiarla.


3- Ho fatto bene a studiare con ossessione gli usi delle erbe e a conoscerne i segreti, perchè ok che ora ci sono le farmacie e le sterilizzazioni, ma se mi capiterà di fare un viaggio nel Tempo, proprio come Claire, questo potrebbe fare significativa differenza tra vivere e morire. Certo è che, senza i miei quaderni, libri, e perfino la rete, sarebbe comunque un grandissimo casino ricordare tutte le proprietà di tutte le erbe, come utilizzarle, in che dosaggi, e soprattutto trovarle fisicamente.. e se finissi in Africa?? che diavolo di erbe hanno laggiù?? Meglio non pensarci. 



Se vi siete mai chiesti come ve la cavereste con le vostre conoscenze moderne, sprofondando in un Tempo remoto;
Se avete capito, in cuore vostro, che vi piacciono non gli attori in posa con la canotta bianca o gli avvocati in completo e valigetta, ma gli omoni un pò rozzi, grossi e un filo violenti (ma solo per mantenersi eroi, con sani e nobili principi) e dal cuore romantico che pulsa sotto i muscoli, coperti dai mantelli quadrettati dei Clan;
Se vi appassiona la storia di Inghilterra, o meglio di Scozia, e se amate l'Isola di Smeraldo con le sue nebbie, i suoi castelli, i boschi, i pendii, le scogliere e perfino le sue pecore, allora è la storia che fa per voi.


I libri già pubblicati continuano.. tra l'altro con un titolo nuovo della Gabaldon uscito pochi giorni fa, su un personaggio minore della saga, Lord John (???).. quindi, alla prossima!

+Quotes, frasi, citazioni+


'Una donna capace di radunare trecento uomini e condurli oltre le montagne per andare a combattere a favore di un damerino dall accento italiano con la passione per il brandy, doveva avere una bassa soglia di tolleranza alla noia, e un raro talento per convincere la gente a fare ciò che voleva.'





'Era a questo che eri destinato, non è vero, Jamie?'
'Forse, Sassenach'. Vagò con lo sguardo sui campi e fabbricati, i poderi e le strade, quindi guardò di nuovo verso di me: un sorriso gli increspò improvvisamente le labbra. 'E tu, mia Sassenach? A che cosa eri destinata? Ad essere la Lady di una maniero, o a dormire in mezzo ai campi come una zingara? A fare la guaritrice, la signora di un docente universitario o la moglie di un fuorilegge?'.
'Io ero destinata a te', dissi semplicemente, e gli tesi le braccia.'



Parlava con difficoltà: lo sforzo di controllare l'emozione era tale che gli tremavano le mani 'Io non potrò.. non posso.. Claire, essere delicato.'


'Erano entrambi immobili come la roccia su cui sedevano, sebbene soltanto uno dei due fosse morto (...). 
'E' morto, Jamie', sussurrai. 
Lo sorressi per le spalle e lo adagiammo delicatamente al suolo. Era un punto erboso, qui, con gli steli agitati dal vento notturno che gli sfioravano leggermente il viso, come una carezza di benvenuto da parte della terra. 'Non volevi che morisse sotto un tetto', mormorai, comprendendo il gesto. Il cielo spaziava vasto sopra di noi, fitto di nubi, ma infinito nella sua promessa di rifugio.
'Avrei voluto che qualcuno facesse la stessa cosa per me', disse con voce sommessa.'

'Sei mia, no duinne', disse in un sussurro, toccandomi in profondità. 
'Solo mia, ora e sempre. Mia, che tu lo voglia o no.'




E se vi fosse venuta voglia di Scozia, partite.. ma se proprio non è possibile, fatevi almeno un giretto sul blog di Mariabei: Meraviglie dalla Scozia

luglio 01, 2011

Real men wear kilts!


Dedicated to

Giuls, chissà se, dopo questi filmati, la Scozia avanzerà di posto sulla tua To Do List.

Mariabei, perchè ci fa sognare questa terra incantata.

Ruthie, perchè ha riempito la Scozia delle mie fatine di lana.

Le Outlanders, perchè mi capiscono (in particolare la Fra)

e la mia Chiara, per la chiaccherata di ieri sera.

Cinque minuti per voi!
Un abbraccio dalla Zia








giugno 22, 2011

La Zuppa delle Nove Erbe


Il giorno del solstizio d'Estate è il giorno della ruota dell'Anno in cui, fin dai tempi antichi, per la congiunzione astrale di Sole e Luna, è sempre stato fortemente percepito il massimo potere delle Erbe. 
Gli umani, che da sempre traggono benefici dal mondo di Flora, in quella precisa notte compiono con le erbe al culmine del loro potere i rituali più delicati in cui vengono usate le piante, gli incantesimi erbari più profondi e le protezioni più sentite. 
Molte creature diverse in passato, nella notte di San Giovanni, il 24 giugno, si accingevano nei prati e nei boschi, muniti di falcetti e cestini, per raccogliere grandi quantità di mazzetti di differenti erbe, che venivano poi appese all ombra dei solai per essicare. Grande importanza in questa tradizione aveva la la Zuppa delle Nove Erbe, detta proprio di San Giovanni, preparata con le erbe fresche, raccolte in quella notte speciale. La Zuppa rappresentava prima di tutto il massimo potere di vitamine e sali della Natura al risveglio primaverile, dal quale attingere con gioia per rigenerarsi dopo la pausa invernale. 
L'acqua gelata delle fonti veniva raccolta nei calderoni e messa a bollire sul fuoco, e le Donne gettavano le piante appena colte nel liquido, estraendone in questo modo le proprietà speciali che ogni dono di Flora porta nel suo grembo: proprietà nutritive, vitamine, infinite doti curative e rigeneranti.
La Zuppa scaldava i cuori che si apprestavano al Risveglio, infondendone benefici assolutamente necessari per riacquistare le forze, per il freddo e per lo scarso cibo conservato, consumato dall autunno fino alle prime luci di Beltane.
Un vero toccasana per le Anime segnate dall inverno della campagna. 
Le Erbe che la componevano tradizionalmente, ma con le mille varianti di ogni zona e clima, sono: Malva, Iperico, Lavanda, Artemisia, Tarassaco, Ortica, Borsa del Pastore, Nasturzio e Acetosella. (Ma anche Crescione, Camomilla, Equiseto, Primule e Violette).

 Ogni pianta possiede energie preziose, ed ognuna di loro rappresenta un elemento insostituibile in erboristeria, ma anche nella tradizione della magia contadina.
Una ricetta precisa della Zuppa delle Nove Erbe non può essere considerata tale, perchè ogni luogo, ogni regione, ogni paese e ogni prato ha le sue erbe spontanee. E' inutile preparare una zuppa con piante fatte arrivare da lontano, perderebbero la vitalità e l'Energia Sottile nel lungo trasporto. 
Ascoltando un pò le 'mie sciure di campagna', cercando sui libri e in rete, ho provato una ricetta che può essere considerata una base buona per tutti.

Fate un bel soffritto nel pentolone con l'olio e un trito di quello che vi piace -aglio, cipolla, carote, sedano- per dare un buon sapore, poi aggiungete se non siete vegetariani, un bel pezzo di pancetta tritato (o guanciale, o prosciutto crudo). Quindi le foglie e i germogli delle erbe, pulite e scelte, e tuffatele nel soffritto. Quindi aggiungete acqua calda in abbondanza, fino a coprire bene tutto. Va sul fuoco per un ora, mescolato ogni tanto, finchè tutta la forza delle erbe viene estratta, e il sapore diventa una meraviglia.
Quindi si può spegnere il fuoco, aggiungendo, se piace, grana o pecorino, e versare la zuppa in ciotole di coccio, dove riposa una bella fetta di pane casereccio abbrustolito.

La zuppa è buona e profumata, ed è un vera ricetta per ritrovar le forze, prendere per mano Blodewueed, la Dama della Primavera, e lasciarsi condurre alla Luce del Risveglio.

maggio 25, 2011

La Bambina delle Rune (di Karen Maitland, 'Company of Liars')


Siamo Portali.
Ci apriamo e sussurriamo illogici refoli all'Animo del Viandante.
Viandante cieco, Viandante appeso.
Sussurriamo in nome della Cerca e per la Cerca.
Siamo la lingua antica dell'Anima,
immutate nell'oscurità dei millenni.
Cercaci e non ci troverai, scrivici e svaniremo.
Chiamaci con cuore sincero e immolati al nostro Sacro Silenzio.
Noi parleremo il Silenzio.

(Chiara Acqua)

La Bambina delle Rune 
di Karen Maitland
'Company of Liars'

Una bimba che è difficile da dimenticare, 
estrae dal sacchetto le sue Rune, 
la sua Anima le riconosce
le ascolta
 Lei pronuncia gli antichi sospiri
giostrando ogni passo della Compagnia dei Bugiardi. 

 
Delle Rune non posso scrivere, perchè sono dentro la mia, di Anima, aggrovigliate come serpenti.
..Ma dei bugiardi certo che si!

Il titolo originale è oggettivamente più sensato che la sua trasposizione italica, anche se quest'ultima è certamente più impressionante. Questo libro è la storia di un gruppo di persone, o meglio di indimenticabili e anomali personaggi, o forse entità o forse creature, sospinti dal Fato ad unirsi in una Compagnia viaggiante d'ignoto destino. Già, ma da cosa fuggono? Il gigantesco mostro che avanza poco dietro i loro mantelli è chiamata Morte Bleu, la peste del 1348, giunta dall Europa nella devastata terra britannica, dove la carestia aveva già sfregiato persone, animali e speranze. 
Tra i viaggiatori della Compagnia ho visto un uomo dalla bianca ala di cigno, due bardi di talento, un mago con una sirena bambina, un venditore di reliquie, una curatrice silenziosa, e poi la candida bambina che ondeggia le sue mani sulle Rune: insieme attraversano un lungo pezzo di Cornovaglia, per poi proseguire nel Somerset e arrivare ad Est, fino quasi a raggiungere il mare. 

'Ci sono molti uomini malvagi a questo mondo, Camelot. Uomini che rubano e uccidono e infieriscono sui deboli, ma almeno sono onesti. Non pretendono di fare la volontà di Dio. Non spingono un uomo alla disperazione dicendo che è per il suo bene. Se torturano qualcuno, lo fanno solo in questo mondo, non lo condannano alla dannazione eterna.'

Ognuno dei nove porta nel cuore un personale segreto, un gelato macigno che non può confessare, perchè la natura cruda degli uomini della Chiesa medioevale, cattiveria e ignoranza, trasforma l'amore in peccato mortale. 
Ma sarà la menzogna o il peccato ad avere la sua parte..



Se avessi un figlio lo terrei stretto a me 
perchè non debba mai conoscere il dolore o la paura. 
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